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Bonus investimenti SUD: nuovo modello

Online sul sito dell’Agenzia delle entrate il nuovo modello di comunicazione per accedere al credito d’imposta sugli investimenti nel Mezzogiorno (Bonus Sud) istituito dalla legge di stabilità per il 2016 a favore delle imprese che effettuano l’acquisizione di beni strumentali nuovi destinati a strutture produttive nelle zone assistite delle regioni Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Molise, Sardegna e Abruzzo.

Il Bonus investimenti SUD  prevede la concessione di un credito d'imposta su investimenti relativi all’acquisto, anche mediante contratti di locazione finanziaria, di macchinari, impianti e attrezzature varie destinati a strutture produttive già esistenti o che vengono impiantate nel territorio nelle zone assistite della Campania, Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia, Molise, Sardegna e Abruzzo.

L'Agenzia delle Entrate ha approvato il nuovo modello di comunicazione con il quale sarà possibile sia chiedere l’autorizzazione alla fruizione del credito d’imposta sia rinunciare a una precedente richiesta o rettificare una comunicazione già inviata, comprese quelle presentate all’Agenzia delle Entrate con il modello precedente. Il nuovo modello va anche utilizzato per gli investimenti realizzati entro il 28 febbraio 2017, ossia quelli assoggettati alla normativa previgente. Il nuovo modello si è reso necessario per adeguare la comunicazione per la fruizione del credito d’imposta alle modifiche previste dal Dl Mezzogiorno 243/2016.

 

Si rammenta che l'Agenzia con Circolare 13 aprile 2017, n. 12/E ha fornito chiarimenti in merito alle novità introdotte con la conversione definitiva al Senato del Decreto Mezzogiorno.

In sintesi, le modifiche che incidono sull’agevolazione prevedono:

  • l’estensione del credito d’imposta all’intero territorio della regione Sardegna;
  • l’aumento della misura del credito d’imposta spettante;
  • l’aumento del limite massimo dei costi agevolabili relativi a ciascun progetto di investimento, al quale è commisurato il credito d’imposta, Tale massimale è ora raddoppiato per le piccole e medie imprese, passando rispettivamente da 3 a 10 milioni di euro. Resta invece immutato a 15 milioni per le grandi imprese;
  • la determinazione del credito d’imposta sulla base del costo complessivo dei beni acquisiti;
  • la possibilità di cumulo del credito d’imposta con gli aiuti de minimis e con altri aiuti di Stato che insistano sugli stessi costi, sempre che tale cumulo non porti al superamento dell’intensità o dell’importo di aiuto più elevati consentiti dalla normativa europea (in precedenza sussisteva il divieto di cumulo).

La decorrenza delle nuove disposizioni coincide con la data di entrata in vigore della legge stessa di conversione del decreto-legge n. 243 del 2016, il cosiddetto Dl Mezzogiorno, avvenuta il 1° marzo 2017. Pertanto, le nuove norme si applicano a partire dalla medesima data. L’estensione del credito d’imposta all’intero territorio della regione Sardegna ha effetto, invece, dal 1° gennaio 2017.

Di seguito si riportano i contenuti della misura, con l'indicazione dei soggetti beneficiari, di beni agevolati, del meccanismo di applicazione e del periodo di riferimento:

Soggetti beneficiari

Soggetti titolari di reddito d’impresa con riferimento agli investimenti legati all’acquisto, anche mediante contratti di locazione finanziaria, di macchinari, impianti e attrezzature varie destinati a strutture produttive già esistenti o che vengono impiantate nelle regioni Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sicilia.

Soggetti esclusi

Le imprese:

  • operanti nei settori dell’industria siderurgica, carbonifera, della costruzione navale, delle fibre sintetiche, dei trasporti e delle relative infrastrutture, della produzione e della distribuzione di energia e delle infrastrutture energetiche, nonché nei settori creditizio, finanziario e assicurativo.
  • in difficoltà. 

Investimenti agevolabili

Il credito d'imposta può essere concesso solamente agli investimenti in beni strumentali nuovi per:

  • la realizzazione di un nuovo stabilimento;
  • l’ampliamento di uno stabilimento esistente;
  • la diversificazione della produzione di uno stabilimento;
  • la trasformazione radicale del processo produttivo complessivo di uno stabilimento esistente;
  • la riattivazione di uno stabilimento chiuso o che sarebbe stato chiuso qualora non fosse stato acquisito.

Pertanto, vanno considerati esclusi tutti gli investimenti che non realizzino una fattispecie di investimento iniziale (ad esempio sostituzione di singoli beni strumentali) ed altresì gli investimenti in immobili e veicoli in quanto non richiamati.

Importo investimenti agevolabili

L’agevolazione spetta per investimenti di importo massimo pari a:

  • 3 milioni (non più 1,5 milioni) per le piccole imprese,
  • 10 per le medie imprese (5 milioni nella precedente disposizione)
  • 15 milioni per le grandi imprese.

Il credito d’imposta è subordinato al rispetto della normativa europea sugli aiuti di Stato (Regolamento Ue n. 651/2014) e, in particolare all'art. 14 che disciplina gli aiuti a finalità regionale agli investimenti.

Per le imprese agricole attive nella produzione primaria, della pesca e dell’acquacoltura, della trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli e della pesca e dell’acquacoltura, ove acquistino beni strumentali nuovi, l’agevolazione è concessa nei limiti e alle condizioni previste dalla normativa europea in tema di aiuti di stato del relativo settore.

Determinazione dell’importo agevolabile

Il beneficio è calcolato al lordo degli ammortamenti fiscali senza detrarre gli ammortamenti di beni della medesima categoria.

Intensità di aiuto

Il credito d’imposta è differenziato in relazione alle dimensioni aziendali e all'ambito territoriale:

Ambito territoriale Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Sardegna 
Dimensione di impresa
  • 45% per piccole imprese;
  • 35 % per le medie imprese;
  • 25% per le grandi imprese.
Ambito territoriale Molise e Abruzzo
Dimensione di impresa
  • 30% per le piccole imprese;
  • 20% per le imprese di medie dimensioni;
  • 10% per quelle di grandi dimensioni;

 

Periodo di riferimento

Il credito di imposta compete per gli investimenti effettuati nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2016 e il 31 dicembre 2019.

Cumulabilità

Il bonus investimenti può essere cumulato con altre forme di incentivo, ricono­sciute anche a titolo de minimis, a valere sui medesimi beni.

La cumulabilità, tuttavia, è ammessa a condizione che non porti al superamento dell’intensità o dell’importo di aiuto più elevati consentiti dalle pertinenti discipline europee di riferimento.

Al fine di garantire il rispetto del limite dell’intensità di aiuto, nella comunicazione dovranno essere indicate le altre agevolazioni richieste ed eventualmente ottenute a valere sui medesimi costi, riducendo di conseguenza l’importo del credito d’imposta richiesto nei limiti della misura massima consentita.

 

Fonte: Provvedimento 14 aprile 2017, Circolare 13 aprile 2017, n. 12/E, Decreto 4 gennaio 2017, Circolare 3 agosto 2016, n. 34/E, Risoluzione 4 luglio 2016, n. 51/E, Provvedimento 24 marzo 2016, n. 45080/2016, Agenzia delle Entrate

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