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Bonus investimenti SUD: procedure risorse PON

Il MiSE ha definito la nuova procedura per la fruizione da parte delle piccole e medie imprese del credito d'imposta per gli investimenti nel Mezzogiorno con riferimento alle acquisizioni di beni strumentali nuovi effettuate a partire dal 1° marzo 2017 e fino al 31 dicembre 2019. Il Bonus Sud è destinato alle imprese che effettuano l’acquisizione di beni strumentali nuovi destinati a strutture produttive nelle zone assistite delle regioni Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Molise, Sardegna e Abruzzo.

Il Bonus investimenti SUD  prevede la concessione di un credito d'imposta su investimenti relativi all’acquisto, anche mediante contratti di locazione finanziaria, di macchinari, impianti e attrezzature varie destinati a strutture produttive già esistenti o che vengono impiantate nel territorio nelle zone assistite della Campania, Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia, Molise, Sardegna e Abruzzo.

Con decreto direttoriale 23 aprile 2018 è stata disciplinata la procedura di ammissione alle risorse PON con riferimento alle acquisizioni di beni strumentali nuovi effettuate a partire dal 1° marzo 2017 e fino al 31 dicembre 2019, a seguito delle modifiche introdotte alla misura credito d’imposta dall’articolo 7-quater del decreto- legge 29 dicembre 2016, n. 243.

L’articolo 5 del decreto direttoriale 23 aprile 2018 ridefinisce gli obblighi di rendicontazione delle spese delle PMI beneficiarie del credito d’imposta PON, modificando i termini e la modulistica da utilizzare per tutti i progetti ammessi al cofinanziamento con risorse PON.

Di seguito si riportano i contenuti della misura, con l'indicazione dei soggetti beneficiari, di beni agevolati, del meccanismo di applicazione e del periodo di riferimento:

Soggetti beneficiari

Soggetti titolari di reddito d’impresa con riferimento agli investimenti legati all’acquisto, anche mediante contratti di locazione finanziaria, di macchinari, impianti e attrezzature varie destinati a strutture produttive già esistenti o che vengono impiantate nelle regioni Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sicilia.

Soggetti esclusi

Le imprese:

  • operanti nei settori dell’industria siderurgica, carbonifera, della costruzione navale, delle fibre sintetiche, dei trasporti e delle relative infrastrutture, della produzione e della distribuzione di energia e delle infrastrutture energetiche, nonché nei settori creditizio, finanziario e assicurativo.
  • in difficoltà. 

Investimenti agevolabili

Il credito d'imposta può essere concesso solamente agli investimenti in beni strumentali nuovi per:

  • la realizzazione di un nuovo stabilimento;
  • l’ampliamento di uno stabilimento esistente;
  • la diversificazione della produzione di uno stabilimento;
  • la trasformazione radicale del processo produttivo complessivo di uno stabilimento esistente;
  • la riattivazione di uno stabilimento chiuso o che sarebbe stato chiuso qualora non fosse stato acquisito.

Pertanto, vanno considerati esclusi tutti gli investimenti che non realizzino una fattispecie di investimento iniziale (ad esempio sostituzione di singoli beni strumentali) ed altresì gli investimenti in immobili e veicoli in quanto non richiamati.

Importo investimenti agevolabili

L’agevolazione spetta per investimenti di importo massimo pari a:

  • 3 milioni (non più 1,5 milioni) per le piccole imprese,
  • 10 per le medie imprese (5 milioni nella precedente disposizione)
  • 15 milioni per le grandi imprese.

Il credito d’imposta è subordinato al rispetto della normativa europea sugli aiuti di Stato (Regolamento Ue n. 651/2014) e, in particolare all'art. 14 che disciplina gli aiuti a finalità regionale agli investimenti.

Per le imprese agricole attive nella produzione primaria, della pesca e dell’acquacoltura, della trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli e della pesca e dell’acquacoltura, ove acquistino beni strumentali nuovi, l’agevolazione è concessa nei limiti e alle condizioni previste dalla normativa europea in tema di aiuti di stato del relativo settore.

Determinazione dell’importo agevolabile

Il beneficio è calcolato al lordo degli ammortamenti fiscali senza detrarre gli ammortamenti di beni della medesima categoria.

Intensità di aiuto

Il credito d’imposta è differenziato in relazione alle dimensioni aziendali e all'ambito territoriale:

Ambito territoriale Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Sardegna 
Dimensione di impresa
  • 45% per piccole imprese;
  • 35 % per le medie imprese;
  • 25% per le grandi imprese.
Ambito territoriale Molise e Abruzzo
Dimensione di impresa
  • 30% per le piccole imprese;
  • 20% per le imprese di medie dimensioni;
  • 10% per quelle di grandi dimensioni;

 

Periodo di riferimento

Il credito di imposta compete per gli investimenti effettuati entro il 31 dicembre 2019.

Cumulabilità

Il bonus investimenti può essere cumulato con altre forme di incentivo, ricono­sciute anche a titolo de minimis, a valere sui medesimi beni.

La cumulabilità, tuttavia, è ammessa a condizione che non porti al superamento dell’intensità o dell’importo di aiuto più elevati consentiti dalle pertinenti discipline europee di riferimento.

Al fine di garantire il rispetto del limite dell’intensità di aiuto, nella comunicazione dovranno essere indicate le altre agevolazioni richieste ed eventualmente ottenute a valere sui medesimi costi, riducendo di conseguenza l’importo del credito d’imposta richiesto nei limiti della misura massima consentita.

 

Le imprese che intendono fruire del credito d’imposta per gli investimenti nel Mezzogiorno dovranno presentare la comunicazione all’Agenzia delle Entrate con il nuovo modello approvato con il provvedimento del 29 dicembre 2017.  La comunicazione dovrà essere presentata esclusivamente in via telematica, direttamente o tramite gli intermediari, utilizzando il software “CIM17”, disponibile sul sito delle Entrate. Ogni impresa potrà presentare una o più comunicazioni, anche nel medesimo anno, e ciascuna comunicazione potrà riguardare uno o più progetti d’investimento. 

 

Fonte: Decreto 23 aprile 2018, Provvedimento 29 dicembre 2017, Provvedimento 14 aprile 2017, Circolare 13 aprile 2017, n. 12/E, Decreto 4 gennaio 2017, Circolare 3 agosto 2016, n. 34/E, Risoluzione 4 luglio 2016, n. 51/E, Provvedimento 24 marzo 2016, n. 45080/2016, Agenzia delle Entrate

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