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Sospensione mutui, finanziamenti e leasing imprese: chiarimenti rate scadute

Le rate scadute e non pagate prima del 17 marzo non possono essere inserite nella richiesta di sospensione, lo chiarisce il MEF. Evidenziamo alcune criticità al riguardo, analizzando gli strumenti che consentono di sospendere le rate mensili dei finanziamenti ottenuti dalle imprese dal sistema bancario. Moratoria Decreto Cura Italia o ABI? Quale strumento scegliere e come accedere a tali opportunità? Per entrambe le misure deve essere inoltrata apposita richiesta corredata da autocertificazione che attesti di aver subito in via temporanea carenze di liquidità quale conseguenza diretta della diffusione dell’epidemia da COVID-19.

Gli strumenti messi in campo per contrastare la grave crisi di liquidità che colpisce il sistema economico nazionale, in seguito alla diffusione del  “COVID-19”, consentono di accedere alla moratoria sui mutui, finanziamenti e leasing alle piccole e medie imprese e ai lavoratori autonomi titolari di partita IVA.

Il Ministero dell'Economia e della Finanza ha fornito vari chiarimenti sulla moratoria di legge introdotta dall'articolo 56 del Decreto Cura Italia.

Tra questi vorremmo soffermarci su due risposte che a nostro parere determinano una disparità di trattamento in merito al periodo di sospensione che può essere richiesto:

  • Alla domanda "Le imprese possono beneficiare della sospensione anche su rate già maturate dopo l’entrata in vigore del decreto-legge ma non ancora pagate?":
    • Risposta del MEF: Le rate maturate dopo l’entrata in vigore del Decreto Cura Italia (17 marzo) possono essere computate nel calcolo del periodo di sospensione, anche se la comunicazione di sospensione è presentata dopo la scadenza di tale rata non pagata. Le rate scadute e non pagate prima dell’entrata in vigore del decreto-legge non possono essere invece computate nell’ambito della sospensione.
  • Alla domanda "Per le rate che scadono il 30 settembre si applica la moratoria?":
    • Risposta del MEF: Il periodo di sospensione comprende la rata in scadenza il 30 settembre 2020, vale a dire che la rata in scadenza il 30 settembre non deve essere pagata.

Cosa ne deriva?

  • che un'azienda che ha la fortuna di avere un piano di ammortamento la cui scadenza della rata del mutuo, finanziamento o leasing sia successiva al 17 marzo beneficierà di una sospensione di 7 mesi per coloro invece con rata in scadenza precedente all'entrata in vigore del Decreto Cura Italia 6 mesi (N.B. la richiesta di moratoria può essere richiesta da aziende che abbiano anche rate scadute, ossia non pagate o pagate solo parzialmente, da più di 90 giorni),

Riteniamo per non generare disparità il MEF avrebbe dovuto definire il periodo massimo di sospensione che doveva essere applicato a tutte le aziende richiedenti. 

Quindi sarebbe stato quanto meno opportuno avere un approccio uguale a quello utilizzato per la moratoria del mutuo prima casa, in quanto per questa misura, si prevede che: "Nell’ambito della sospensione, possono essere ricomprese sia le rate a scadere successivamente alla data di presentazione della domanda, sia le rate scadute e non pagate antecedentemente a tale data, purché il ritardo nei pagamenti non sia superiore a 90 giorni consecutivi".

 

Sintetizziamo di seguito gli strumenti attualmente a disposizione comparando le differenze per facilitare la scelta da parte delle imprese:

Strumento

art. 56 Decreto Cura Italia

Soggetto richiedente

Possono richiedere la moratoria micro, piccole e medie imprese, lavoratori autonomi titolari di partita IVA:

  • con esposizioni debitorie "in bonis" al 17 marzo 2020 
  • con sede in Italia
  • anche se hanno già ottenuto misure di sospensione o ristrutturazione dello stesso finanziamento nell’arco dei 24 mesi precedenti.

Al momento dell’inoltro della richiesta, il richiedente, deve essere in bonis, vale a dire che non ha posizioni debitorie classificate come esposizioni deteriorate, ripartite nelle categorie sofferenze, inadempienze probabili, esposizioni scadute e/o sconfinanti deteriorate. In particolare, non deve avere rate scadute (ossia non pagate o pagate solo parzialmente) da più di 90 giorni.

Cosa prevede

La possibilità di richiedere la sospensione di mutui e operazioni di leasing.

Il piano di rimborso sarà sospeso fino al 30 settembre. Il periodo di sospensione comprende la rata in scadenza il 30 settembre 2020, vale a dire che la rata in scadenza il 30 settembre non deve essere pagata.

E' possibile richiedere la sospensione dell'intera rata o della sola quota capitale.

Procedure

La sospensione o l'allungamento sono accettate d'ufficio e alle medesime condizioni (unitamente ai rispettivi elementi accessori e senza alcuna formalità). 

Per elementi accessori si intendono tutti i contratti connessi al contratto di finanziamento, tra questi, in particolare, garanzie e assicurazione; questi contratti sono prorogati senza formalità, automaticamente, alle condizioni del contratto originario.

Anche per le aperture di credito a revoca e per i prestiti accordati a fronte di anticipi su crediti esistenti, permangono inalterati gli elementi accessori al contratto di finanziamento senza alcuna formalità.

Nel caso il finanziamento fosse assistito da una garanzia pubblica trascorsi 15 gg dalla comunicazione all'ente agevolatore può procedere senza ulteriori formalità alla sospensione del finanziamento, secondo il principio del silenzio assenso.

Modalità di richiesta

Invio, tramite PEC, di apposita comunicazione al proprio Istituto di Credito o Società di Leasing corredata da autocertificazione che attesti di aver subito in via temporanea carenze di liquidità quale conseguenza diretta della diffusione dell’epidemia da COVID-19 (vedasi fac-simile allegato).

Chiarimenti da parte del  Ministero dell'Economia e della Finanza 

Il Ministero dell'Economia e della Finanza ha fornito i seguenti chiarimenti moratoria di legge introdotta dall'articolo 56 del Decreto Cura Italia:

  • Dato che l’epidemia da COVID-19 è formalmente riconosciuta come evento eccezionale e di grave turbamento dell’economia può ricorrere alle moratorie anche l’impresa che comunque è in bonis anche se ha già ottenuto misure di sospensione o ristrutturazione dello stesso finanziamento nell’arco dei 24 mesi precedenti.
  • Tutte le banche, intermediari finanziari vigilati e altri soggetti abilitati alla concessione del credito in Italia devono accettare le comunicazioni di moratoria, se ovviamente le stesse comunicazioni rispettano i requisiti previsti dal Decreto legge Cura Italia.
  • Le comunicazioni possono essere presentate dalle imprese dall’entrata in vigore del Decreto legge Cura Italia, cioè dal 17 marzo 2020.
  • La comunicazione può essere inviata da parte dell’impresa anche via PEC, ovvero attraverso altri meccanismi che consentano di tenere traccia della comunicazione con data certa.
  • Le rate scadute e non pagate prima dell'entrata in vigore del Decreto legge Cura Italia, cioè dal 17 marzo 2020 non possono essere invece computate nell’ambito della sospensione.

E' importante sottolineare che gli Istituti di credito/Società di leasing non devono fare alcune istruttoria, nemmeno con iter semplificato, ma devono procedere con la richiesta e dar corso testualmente a quanto di seguito riportato:

  • non revocare in tutto o in parte fino al 30 settembre 2020 le aperture di credito a revoca e i prestiti accordati a fronte di anticipi su crediti esistenti alla data del 29 febbraio 2020 o, se superiori, a quella di pubblicazione del presente decreto, gli importi accordati, sia per la parte utilizzata sia per quella non ancora utilizzata;
  • prorogare, unitamente ai rispettivi elementi accessori e senza alcuna formalità, fino al 30 settembre 2020 alle medesime condizioni i prestiti non rateali con scadenza contrattuale prima del 30 settembre 2020 ;
  • sospendere sino al 30 settembre 2020 i mutui e gli altri finanziamenti a rimborso rateale, anche perfezionati tramite il rilascio di cambiali agrarie, il pagamento delle rate o dei canoni di leasing in scadenza prima del 30 settembre 2020.

Il piano di rimborso delle rate o dei canoni oggetto di sospensione è dilazionato, unitamente agli elementi accessori e senza alcuna formalità, secondo modalità che assicurino l’assenza di nuovi o maggiori oneri per entrambe le parti.

E’ facoltà delle imprese richiedere di sospendere soltanto i rimborsi in conto capitale.

  

Strumento Accordo per il Credito "Addendum Coronavirus" Moratoria ABI
Soggetto richiedente

Possono richiedere la moratoria micro, piccole e medie imprese con esposizioni debitorie in essere al 31 gennaio 2020.

Ai fini dell'ammissibilità si dovrà tener conto che:

  • per i mutui e leasing di non avere rate scadute (non pagate o pagate solo parzialmente) da più di 90 giorni;
  • per le operazioni di anticipazione dei crediti oggetto di anticipazione per la quale si chiede l’allungamento della scadenza si dovrà dichiarare che sono certi ed esigibili;
  • il finanziamento oggetto della richiesta di sospensione/allungamento non abbia già usufruito di analoga sospensione/allungamento nell'arco dei 24 mesi precedenti la data di presentazione della domanda
Cosa prevede

La possibilità di richiedere la sospensione o l’allungamento dei mutui e operazioni di leasing:

  • Sospensione pagamento quota capitale delle rate fino a un anno:
    • applicabile ai finanziamenti a medio lungo termine (mutui), anche perfezionati tramite il rilascio di cambiali agrarie, e alle operazioni di leasing, immobiliare o mobiliare. In questo ultimo caso, la sospensione riguarda la quota capitale implicita dei canoni di leasing.
  • Allungamento mutui fino al 100% della durata residua dell’ammortamento (quindi può raddoppiare). Per il credito a breve termine il termini massimo è pari a 270 giorni, mentre per quello agrario di conduzione il massimo è pari a 120 giorni.

Nell’accordo è previsto che, ove possibile, le banche possono applicare misure di maggior favore per le imprese rispetto a quelle previste nell’Accordo stesso.

L’accordo, al quale aderiscono il 90% delle banche in tutta Italia, è operativo.

Procedure

La sospensione o l'allungamento sono subordinate all'istruttoria da parte dell'Istituto di credito o società di leasing.

La tempistica prevista di norma è di 30 giorni lavorativi dalla sottoscrizione della domanda o dall'ottenimento delle informazioni aggiuntive eventualmente richieste dalle Banche.

Modalità di richiesta

Inviare la domanda (redatta su modulo predisposto dai vari istituti) al proprio Istituto di Credito o Società di Leasing corredata da autocertificazione che attesti di aver subito in via temporanea carenze di liquidità quale conseguenza diretta della diffusione dell’epidemia da COVID-19 (vedasi fac-simile allegato).

Nella comunicazione l’impresa deve tra l’altro autodichiarare:

  • il finanziamento per il quale si presenta la comunicazione di moratoria;
  • “di aver subito in via temporanea carenze di liquidità quale conseguenza della diffusione dell’epidemia da COVID-19”;
  • di soddisfare i requisiti per la qualifica di microimpresa, piccola o media impresa;
  • di essere consapevole delle conseguenze civili e penali in caso di dichiarazioni mendaci ai sensi dell’art. 47 DPR 445/2000.

 

Riteniamo che le misure introdotte dal Decreto Cura Italia risultino più efficaci rispetto alla moratoria ABI.

 

Fonte: D.L. 17 marzo 2020, n. 18, art. 56, Addendum Accordo per il Credito

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