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Sospensione mutuo prima casa: ampliata la platea dei beneficiari

Ampliata la platea della moratoria in conversione di legge del Decreto Cura Italia: potranno accedere le giovani coppie che hanno acquistato con la garanzia statale e i contratti per importi fino a 400mila euro. La durata della sospensione varia, da 6 a massimo 18 mesi.

Il Ministero dell’Economia e delle Finanze comunica che è disponibile il nuovo modulo per la richiesta della sospensione delle rate per i mutui prima casa, che consentirà un ulteriore ampliamento della platea dei potenziali beneficiari, come previsto dalla Conversione in legge del cosiddetto Decreto di Liquidità, ovvero la legge 27/2020 pubblicata in Gazzetta Ufficiale.

In base alla nuova normativa vengono ammessi alla sospensione mutui di importo fino a 400.000 mila euro (la soglia precedente era 250.000 euro) e viene introdotta la piena compatibilità della moratoria con il Fondo di garanzia prima casa.

Queste le ultime novità introdotte che si aggiungono alle precedenti: la moratoria è stata estesa ai finanziamenti in ammortamento da meno di un anno e anche alle ditte individuali e agli artigiani.

Il Decreto attuativo dell’art. 54 del DL “CuraItalia” che integra la disciplina del cosiddetto fondo Gasparrini, che prevede il diritto, per i titolari di un mutuo contratto per l’acquisto della prima casa che siano nelle situazioni di temporanea difficoltà previste dal regolamento, di beneficiare della sospensione del pagamento delle rate per una durata non superiore a 18 mesi.

In seguito all’emergenza Covid, l’operatività del fondo Gasparrini è stata estesa, consentendo di accedere al medesimo anche ai lavoratori dipendenti con riduzione o sospensione dell’orario di lavoro (ad esempio per cassa integrazione) per un periodo di almeno 30 giorni e ai lavoratori autonomi e ai professionisti che abbiano subito un calo del proprio fatturato superiore al 33% rispetto al fatturato dell’ultimo trimestre 2019. Inoltre, per tutte le ipotesi di accesso al Fondo:

  • non è più richiesta la presentazione dell’indicatore della situazione economica equivalente (ISEE);
  • è possibile beneficiare anche per chi ha già fruito in passato della sospensione (purché l’ammortamento sia ripreso da 3 mesi);
  • è stato previsto che il Fondo sopporti il 50% degli interessi che maturano nel periodo della sospensione.

Per ottenere rapidamente la sospensione del mutuo il cittadino, in possesso dei requisiti previsti per l’accesso al Fondo e che si trovi nelle situazioni in cui è previsto l’intervento dello stesso, deve prendere contatto con la banca che ha concesso il mutuo, la quale dietro presentazione della documentazione necessaria procede alla sospensione del finanziamento.

Le risorse del Fondo di solidarietà per i mutui per l’acquisto della prima casa, che ammontano a circa 400 milioni di euro, è la Consap per conto del Ministero dell’Economia. 

Di seguito sono riportate le indicazioni relative ai soggetti beneficiari, alle condizioni e alle modalità di richiesta: 

Strumento

art. 54 Decreto Cura Italia Attuazione del Fondo solidarietà mutui "prima casa", cd. "Fondo Gasparrini"

Soggetto richiedente

Possono richiedere la sospensione del pagamento delle rate del mutuo "prima casa":

  • lavoratori dipendenti, a tempo indeterminato o determinato, licenziati o in cassa integrazione;
    collaboratori parasubordinati, rappresentanti commerciali o di agenzia, che dimostrino la sospensione dall'attività lavorativa;
  • lavoratori autonomi 
  • liberi professionisti iscritti agli ordini professionali e quelli aderente alle associazioni professionali iscritte nell’elenco tenuto dal Ministero dello sviluppo economico ai sensi della legge 14 gennaio 2013, n. 4 e in possesso dell’attestazione rilasciata ai sensi della medesima legge n. 4 del 2013;
  • le ditte individuali e gli artigiani.
Requisiti di ammissione al Fondo

Ai fini dell'ammissibilità e dell'accoglimento della richiesta della sospensione del pagamento delle rate del mutuo "prima casa", dovranno sussistere i seguenti requisiti soggettivi e oggettivi:

  • Requisiti soggettivi:
    • per i lavoratori dipendenti: attestazione della sospensione dell’attività lavorativa o in alternativa della riduzione dell’orario di lavoro per un periodo di almeno 30 giorni;
    • per i lavoratori autonomi e liberi professionisti: autocertificazione di aver registrato, nel trimestre successivo al 21 febbraio 2020 ovvero nel minor lasso di tempo intercorrente tra la data della domanda e la predetta data, un calo del proprio fatturato, superiore al 33% del fatturato dell’ultimo trimestre 2019 in conseguenza della chiusura o della restrizione della propria attività operata in attuazione delle disposizioni adottate dall’autorità competente per l’emergenza coronavirus. 
  • Requisiti oggettivi:
    • il mutuo deve essere stipulato:
      • per l’acquisto di un immobile adibito ad abitazione principale. L’immobile adibito ad abitazione principale, oltre ad essere prima casa, non deve risultare catastalmente di lusso (cat. A/1, A/8 e A/9)
      • in ammortamente anche da meno di 1 anno al momento della presentazione della domanda;
    • il valore del mutuo non può superare i 400.000 euro;
    • in caso di ritardo nel pagamento delle rate, il periodo di mora non deve superare90 giorni consecutivi.

Il MEF chiarisce che nell’ambito della sospensione, possono essere ricomprese sia le rate a scadere successivamente alla data di presentazione della domandasia le rate scadute e non pagate antecedentemente a tale data, purché il ritardo nei pagamenti non sia superiore a 90 giorni consecutivi"

Cosa prevede

E' possibile richiedere la sospensione delle rate del mutuo per una durata massima complessiva non superiore a:

  • 6 mesi quando la sospensione/riduzione del lavoro ha una durata compresa tra 30 giorni e 150 giorni lavorativi consecutivi;
  • 12 mesi quando la sospensione/riduzione dell’orario di lavoro interessa un periodo che va dai 151 ai 302 giorni di lavoro consecutivi;
  • 18 mesi se la sospensione/riduzione dell’orario di lavoro supera i 303 giorni lavorativi consecutivi.

La sospensione, specifica il decreto attuativo, può essere reiterata, sempre nel limite dei 18 mesi di durata massima complessiva, anche per periodi non continuativi entro le risorse in dotazione del Fondo.

Per il periodo di sospensione, il fondo pagherà alle banche, al posto dei mutuatari, solo il 50% della quota dei mancati interessi maturati sulle rate non versate.

Il restante 50% degli interessi maturati durante la sospensione resterà a carico del titolare del finanziamento.

Pertanto finito il periodo di sospensione:

  • 1) il mutuatario riprenderà (applicando i tassi che ci saranno in quel momento) a pagare le rate partendo dalla quota capitale residua lasciata al momento della domanda
  • 2) il piano di ammortamento verrà quindi allungato di un periodo pari alla durata della sospensione.
  • 3) il mutuatario dovrà corrispondere alla banca la propria metà degli interessi maturati sulle rate non versate.

 

Fonte: Legge 24 aprile 2020, n. 27, G.U.R.I. 29 aprile 2020, n. 16, D.L. 8 aprile 2020, n. 23, G.U.R.I. 8 aprile 2020, n. 94, Decreto 25 marzo 2020, D.L. 17 marzo 2020, n. 18, art. 54

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