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CIG in deroga COVID-19: al nastro di partenza

Tutti i datori di lavoro, anche con un solo dipendente, potranno richiedere la Cassa Integrazione Guadagni in Deroga COVID-19 che garantirà ai propri dipendenti una copertura dello stipendio pari all'80%. A breve, l'INPS, rilascerà le procedure telematiche per inviare le domande.

Il Decreto Cura Italia per far fronte all'emergenza epidemiologica da Coronavirus, che ha causato la sospensione temporanea di molte imprese sull’intero territorio nazionale, ha previsto per tutte le aziende in difficoltà sull'intero territorio nazionale, a prescindere dal numero di dipendenti, la possibilità di ricorrere ad una cassa integrazione in deroga speciale.

Rispetto alle regole previste nella Cassa Integrazione Guadagni in Deroga (CIGD), l'art. 22 del Decreto Cura Italia prevede la concessione della CIGD quale forma di tutela residuale applicabile ai datori di lavoro del settore privato per i quali non trovino applicazione le tutele ordinarie.

Lo stesso INPS, con proprio messaggio del 20 marzo 2020 n. 1287, ha fatto chiarezza su questo tema, anticipando di fatto quanto sarà riportato in una circolare di prossima emanazione. Nessun chiarimento per il momento sulla obbligatorietà della preventiva fruizione delle ferie per i dipendenti prima di poter fare ricorso all’istituto. A breve, fa sapere l’Istituto Previdenziale, verranno rilasciate le procedure telematiche per inviare le domande.

Seguite la pagina della trasmissione televisiva Ok Italia Parliamone, condotta dal nostro direttore Massimo Maria Amorosini, per ascoltare l'intervista che ci ha rilasciato il Vice Segretario Generale UGL Luca Malcotti. Nel corso dell'intervista Malcotti parla ai nostri microfoni delle misure messe in campo e di quanto altro invece serva al mondo del lavoro per poter ripartire.

Analizziamo e sintetizziamo di seguito le principali caratteristiche della Cassa Integrazione Guadagni in Deroga (CIGD) a seguito delle novità introdotte con il Decreto Cura Italia:

Chi può richiederla

Possono richiederla:

  • tutti i datori di lavoro anche con un solo dipendente e appartenenti al settore privato, compreso quello agricolo, pesca e del terzo settore
  • rientrano tra i soggetti ammissibili anche gli enti religiosi civilmente riconosciuti

Requisiti

Solo per i datori di lavoro con più di 5 dipendenti, il trattamento viene subordinato ad un accordo, realizzabile anche in via telematica, tra la regione (o la provincia autonoma) e le organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative a livello nazionale.

Chi NON può richiederla

Sono esclusi i datori di lavoro domestico.

Per chi è possibile richiederla 

Solo per i dipendenti già occupati al 23 febbraio 2020.

Cosa prevede

Il pagamento diretto ai dipendenti nella misura dell'80% dello stipendio. Nessun contributo addizionale per l'impresa.

Da quando è possibile richiederla

Dalla data del 23 febbraio 2020.

Per quanto tempo è possibile richiedela

Per un periodo non superiore a nove settimane.

Come si richiede

Le domande sono presentate dai datori di lavoro alla regione o alla provincia autonoma, che le istruisce secondo l’ordine cronologico di presentazione.

I datori di lavoro devono inviare all'INPS tutti i dati necessari per il pagamento diretto dell'integrazione salariale, perchè decorso inutilmente il termine fissato per questo invio, rimarranno a carico del datore di lavoro inadempiente sia il pagamento della prestazione sia gli oneri ad essa connessi.

 

 Fonte: Messaggio 20 marzo 2020 n. 1287, D.L. 17 marzo 2020, n. 18, art. 22

 

 

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