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Decreto Rilancio: Bonus autonomi e partite IVA

Confermato il bonus autonomi e partite Iva da 600 euro per il mese di aprile, incentivo che per maggio salirà a 1000 euro solo per i professionisti che abbiano subito una riduzione di almeno il 33% del reddito nel secondo bimestre 2020 e per i collaboratori coordinati e continuativi che abbiano cessato il rapporto di lavoro. Introdotte indennità per i lavoratori stagionali. Il pagamento del bonus, ha assicurato il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri, sarà corrisposto nel giro di "due o tre giorni al massimo".

Il Decreto Rilancio è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale ed entra immediatamente in vigore. Il testo è composto da 266 articoli.

Le risorse mobilitate sono oltre 55 miliardi, e contengono misure a sostegno dei lavoratori, delle famiglie e delle imprese, finalizzate a contrastare la profonda crisi economica scatenata in Italia dall'emergenza coronavirus.

Nel Titolo III Misure in favore dei lavoratori, Capo II Altre misure urgenti in materia di lavoro e politiche sociali, con l'art. 84 vengono introdotte nuove indennità per i lavoratori danneggiati dall’emergenza epidemiologica da COVID-19. Tutte le indennità introdotte non concorrono alla formazione del reddito e sono erogate dall’INPS in unica soluzione, rispettando un determinato limite di spesa complessivo.

Viene disposta la eventuale integrazione delle stesse indennità con il beneficio del reddito di cittadinanza e viene stabilito che decorsi quindici giorni dalla data di entrata in vigore del Decreto Rilancio (19 maggio 2020) decade la possibilità di richiedere le indennità di marzo previste nel Decreto Cura Italia.

L'INPS rinnoverà automaticamente il pagamento di aprile a coloro che avevano già fatto domanda per marzo (il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri ha assicurato che sarà corrisposto nel giro di "due o tre giorni al massimo").

Per la mensilità di maggio le categorie che potranno percepire anche 1.000 euro a fronte però di un effettivo calo dei ricavi o redditi si dovrà inviare all'Inps la domanda nella quale si autocertifica il possesso dei requisiti.

Le categorie di lavoratori destinatari delle indennità e i requisiti di ammissibilità sono di seguito riportate:

Categorie Requisiti di ammissibilità
Liberi professionisti 

Per i liberi professionisti, iscritti alla Gestione separata di cui all'articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335, non titolari di pensione e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie già beneficiari per il mese di marzo 2020 dell’indennità pari a 600 euro viene erogata un’indennità:

  • per il mese di aprile di 600 euro 
  • per il mese di maggio è riconosciuta un'indennità di 1000 euro purchè abbiano subito una comprovata riduzione di almeno il 33% del reddito del secondo bimestre 2020, rispetto al reddito del secondo bimestre 2019. A tal fine il reddito è individuato secondo il principio di cassa come differenza tra i ricavi e i compensi percepiti e le spese effettivamente sostenute nel periodo interessato e nell’esercizio dell’attività, comprese le eventuali quote di ammortamento. A tal fine il soggetto deve presentare all'Inps la domanda nella quale autocertifica il possesso dei requisiti. L'Inps comunica all'Agenzia delle entrate i dati identificativi dei soggetti che hanno presentato l’autocertificazione per la verifica dei requisiti. L’Agenzia delle entrate comunica all’Inps l'esito dei riscontri effettuati sulla verifica dei requisiti sul reddito di cui sopra con modalità e termini definiti con accordi di cooperazione tra le parti.

Collaboratori coordinati e continuativi 

Per i collaboratori coordinati e continuativi, iscritti alla Gestione separata di cui all'articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335, non titolari di pensione e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie, già beneficiari per il mese di marzo 2020 dell’indennità pari a 600 euro viene erogata viene erogata un’indennità:

  • per il mese di aprile di 600 euro 
  • per il mese di maggio è riconosciuta un'indennità di 1000 euro nel caso abbiano cessato il rapporto di lavoro alla data di entrata in vigore del presente Decreto Rilancio (19 maggio 2020)

Lavoratori stagionali dei settori del turismo e degli stabilimenti termali

Per i lavoratori stagionali del turismo e degli stabilimenti termali soggetti già beneficiari per il mese di marzo 2020 dell’indennità pari a 600 euro viene erogata un’indennità di pari importo anche per il mese di aprile 2020.

La medesima indennità è riconosciuta ai lavoratori in somministrazione, impiegati presso imprese utilizzatrici operanti nei medesimi settori a determinate condizioni.

Ai lavoratori dipendenti stagionali del settore turismo e degli stabilimenti termali che hanno cessato involontariamente il rapporto di lavoro tra il 1° gennaio 2019 e il 17 marzo 2020, non titolari di pensione, né di rapporto di lavoro dipendente, né di NASPI, è riconosciuta un'indennità per il mese di maggio 2020 pari a 1000 euro.

La medesima indennità è riconosciuta ai lavoratori in somministrazione, impiegati presso imprese utilizzatrici operanti nei medesimi settori a determinate condizioni.

Lavoratori stagionali appartenenti a settori diversi da quelli del turismo e degli stabilimenti termali 

E' riconosciuta un’indennità per i mesi di aprile e maggio, pari a 600 euro per ciascun mese, a individuati lavoratori dipendenti e autonomi che in conseguenza dell’emergenza epidemiologica da COVID 19 hanno cessato, ridotto o sospeso la loro attività o il loro rapporto di lavoro, sempre che non siano titolari di altro contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato, diverso dal contratto intermittente e non siano titolari di pensione.

Tali sono i lavoratori dipendenti stagionali appartenenti a settori diversi da quelli del turismo e degli stabilimenti termali che hanno cessato involontariamente il rapporto di lavoro nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2019 e il 31 gennaio 2020 e che abbiano svolto la prestazione lavorativa per almeno trenta giornate nel medesimo periodo; i lavoratori intermittenti, che abbiano svolto la prestazione lavorativa per almeno trenta giornate nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2018 e il 31 gennaio 2020; i lavoratori autonomi, privi di partita IVA, non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie, che nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2019 e il 23 febbraio 2020 siano stati titolari di contratti autonomi occasionali ex articolo 2222 del c.c. e che non abbiano un contratto in essere alla data del 23 febbraio 2020, a patto che siano già iscritti alla medesima data alla Gestione separata con accredito nello stesso arco temporale di almeno un contributo mensile; gli incaricati alle vendite a domicilio con reddito annuo 2019 superiore ad euro 5.000 e titolari di partita IVA attiva e iscritti alla Gestione Separata e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie.

Lavoratori agricoli

Possono accedere gli operai agricoli a tempo determinato e le altre categorie di lavoratori iscritti negli elenchi annuali purché:

  • possano fare valere nell’anno 2019 almeno 50 giornate di effettivo lavoro agricolo dipendente;
  • non siano titolari di pensione.

Ai lavoratori del settore agricolo già beneficiari per il mese di marzo 2020 dell’indennità pari a 600 euro viene erogata per il mese di aprile 2020 un’indennità di importo pari a 500 euro.

Lavoratori dello spettacolo

Per i lavoratori iscritti al FPLS (Fondo lavoratori dello spettacolo) è erogata una indennità di 600 euro per ciascuno dei mesi di aprile e maggio 2020.

Possono accedere alle indinnità i lavoratori iscritti al FPLS devono rispondere ai seguenti requisiti:

  • almeno 7 contributi giornalieri versati nell’anno 2019 al medesimo Fondo;
  • che abbiano prodotto nel medesimo anno un reddito non superiore a 35.000 euro;
  • non devono essere titolari di un trattamento pensionistico diretto né di rapporto di lavoro dipendente di entrata in vigore del Decreto Rilancio (19 maggio 2020)

Non hanno diritto all'indennità i lavoratori titolari di rapporto di lavoro dipendente otitolari di pensione alla data di entrata in vigore della presente disposizione.

Lavoratori che hanno cessato, ridotto o sospeso la loro attività o il loro rapporto di lavoro

E’ riconosciuta un’indennità per i mesi di aprile e maggio, pari a 600 euro per ciascun mese, ai lavoratori dipendenti e autonomi che in conseguenza dell’emergenza epidemiologica da COVID 19 hanno cessato, ridotto o sospeso la loro attività o il loro rapporto di lavoro, individuati nei seguenti:

  • a) lavoratori dipendenti stagionali appartenenti a settori diversi da quelli del turismo e degli stabilimenti termali che hanno cessato involontariamente il rapporto di lavoro nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2019 e il 31 gennaio 2020 e che abbiano svolto la prestazione lavorativa per almeno trenta giornate nel medesimo periodo;
  • b) lavoratori intermittenti, di cui agli articoli da 13 a 18 del decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 81, che abbiano svolto la prestazione lavorativa per almeno trenta giornate nel periodo compreso tra il 1 ° gennaio 2019 e il 31 gennaio 2020;
  • c) lavoratori autonomi, privi di partita IVA, non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie, che nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2019 e il 23 febbraio 2020 siano stati titolari di contratti autonomi occasionali riconducibili alle disposizioni di cui all'articolo 2222 del codice civile e che non abbiano un contratto in essere alla data del 23 febbraio 2020. Gli stessi, per tali contratti, devono essere già iscritti alla data del 23 febbraio 2020 alla Gestione separata di cui all’articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335, con accredito nello stesso arco temporale di almeno un contributo mensile;
  • d) incaricati alle vendite a domicilio di cui all’articolo 19 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114, con reddito annuo 2019 derivante dalle medesime attività superiore ad euro 5.000 e titolari di partita IVA attiva e iscritti alla Gestione Separata di cui all’articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335, alla data del 23 febbraio 2020 e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie.

 

Fonte: D.L. 19 maggio 2020, n. 34, G.U.R.I. 19 maggio 2020, n. 128, s.o. 21, circolare INPS 30 marzo 2020, n. 49messaggio n. 1381 del 26 marzo 2020Decreto Cura Italia

 

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