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Finanziamenti fino a 25mila euro: chiarimenti

I finanziamenti garantiti al 100% di importo fino a 25.000 non possono essere erogati per compensare/rimborsare prestiti già accesi in precedenza (per prestiti si intende sia lo scoperto di conto corrente sia altre forme di prestito) lo chiarisce l'ABI. La garanzia pubblica pari al 100% è concessa,  su nuovi finanziamenti erogati da banche di durata massima di 6 anni (con preammortamento minimo di 24 mesi), a favore di micro, piccole e medie imprese, persone fisiche esercenti attività di impresa, arti o professioni, per un importo massimo di 25 mila euro e comunque non superiore al 25% dei ricavi del soggetto beneficiario.

Il Decreto Liquidità stabilisce la possibilità di ottenere garanzie pubbliche per favorire l'ottenimento di finanziamenti erogati entro il 31 dicembre 2020

Tra le misure approvate il Decreto Liquidità prevede la concessione, a imprese che occupano fino a 499 dipendenti, persone fisiche esercenti attività di impresa, arti o professioni la cui attività d’impresa è stata danneggiata dall’emergenza COVID-19, di finanziamenti di importo fino a € 25.000,00 garantiti al 100% dallo Stato attraverso le risorse allocate sul Fondo di Garanzia PMI. Grazie al via libera da parte della Commissione europea tale misura diviene dunque operativa.

Comunicazioni ABI

  • L’Abi ha chiarito alle banche che i finanziamenti di importo fino a 25.000 euro prevedono obbligatoriamente un periodo di preammortamento di 24 mesi dalla data di erogazione del prestito. Questo significa che per  i primi 24 mesi dal momento in cui viene erogato il prestito, il cliente restituisce solo la quota interessi mentre la restituzione del capitale avviene di fatto dalla venticinquesima rata in poi. Questa modalità voluta dal governo consente  per i primi due anni di durata del finanziamento di avere una rata più contenuta e quindi migliorare la liquidità delle imprese.
    • Il preammortamento di 24 mesi rappresenta un requisito essenziale per accedere alla garanzia del 100% del Fondo di Garanzia e lo prevede in particolare l’art. 13, comma 1, lettera m) del Decreto Liquidità.
    • A fronte di tale requisito (il preammortamento) le banche non possono erogare i finanziamenti fino a 25.000 garantiti al 100% per compensare/rimborsare prestiti già accesi in precedenza (per prestiti si intende sia lo scoperto di conto corrente sia altre forme di prestito). Non sarebbe corretto perchè compensando il vecchio prestito con il nuovo (coperto da garanzia) il rimborso del capitale (quindi il pagamento delle rate) avverrebbe prima dei 2 anni dall’erogazione del finanziamento, facendo venire meno il periodo di preammortamento dei 24 mesi fissato dalla norma. In questo caso infatti non si tratterebbe di “nuovo finanziamento” ma di compensazione del nuovo con il
    • L’Abi chiarisce, inoltre, che è vietato altresì compensare, con il finanziamento fino 25.000 euro, eventuali fidi preesistenti e per i quali l’azienda ha  già chiesto l’accesso misure di sostegno finanziario previste dal decreto Cura Italia e che sono le seguenti:
      • proroga fino al 30 settembre dei finanziamenti non rateali (cd. a revoca), in scadenza prima di quella data.
      • proroga fino al 30 settembre delle aperture di credito o di prestiti accordati come anticipi su crediti esistenti alla data del 29 febbraio.
      • sospensione del pagamento delle rate di mutui o altri finanziamenti in essere.

 

 

Vediamo quali sono i criteri e le modalità e verifichiamo i passaggi per richiedere per richiedere € 25.000,00 garantiti al 100% secondo quanto indicato nello schema esemplificativo predisposto dall'ABI: 

Misure riservate a specifici target e che prevedono finanziamenti di importo fino a € 25.000,00
Soggetti beneficiari

Imprese che occupano fino a 499 dipendenti, persone fisiche esercenti attività di impresa, arti o professioni la cui attività d’impresa è stata danneggiata dall’emergenza COVID-19 come da dichiarazione autocertificata.

Soggetti esclusi 

Non possono accedere alla Garanzia, e quindi al finanziamento, le imprese che si trovavano nelle seguenti condizioni:

Motivi di esclusione
Note di approfondimento Deroghe

1) alla data del 31 dicembre 2019 rientrava nella categoria delle imprese in difficoltà

Si ritiene che un'impresa sia in difficoltà quando essa non sia in grado, con le proprie risorse o con le risorse che può ottenere dai proprietari/azionisti o dai creditori, di contenere perdite che, in assenza di un intervento esterno delle autorità pubbliche, la condurrebbero quasi certamente al collasso economico, nel breve o nel medio periodo.

Un'impresa può comunque essere considerata in difficoltà in particolare quando siano presenti i sintomi caratteristici di un'impresa in difficoltà, quali:

  • il livello crescente delle perdite
  • la diminuzione del fatturato
  • l'aumento delle scorte
  • la sovracapacità 
  • la diminuzione del flusso di cassa
  • l'aumento dell'indebitamento e degli oneri per interessi
  • la riduzione o l'azzeramento del valore netto delle attività.

Potranno richiedere l'intervento della garanzia anche le imprese che, in data successiva al 31 dicembre 2019 sono state ammesse alla procedura del concordato con continuità aziendale hanno stipulato accordi di ristrutturazione ai sensi dell'articolo 182-bis o hanno presentato un piano attestato di cui all'articolo 67 del predetto decreto, purché alla data di entrata in vigore del decreto legge (9 aprile 2020), le loro esposizioni non siano più in una situazione che ne determinerebbe la classificazione come esposizioni deteriorate, non presentino importi in arretrato successivi all'applicazione delle misure di concessione e la banca, sulla base dell'analisi della situazione finanziaria del debitore, possa ragionevolmente presumere che vi sarà il rimborso integrale dell'esposizione alla scadenza.

2) alla data del 29 febbraio 2020 risultava presente tra le esposizioni classificate come "sofferenze" o "deteriorate" ai sensi della disciplina bancaria

I crediti deteriorati vengono suddivisi in sottocategorie, diverse in base alla gravità della situazione debitoria. Le tre vigenti sottoclassi di crediti deteriorati sono:

  • le "sofferenze”,
  • le "inadempienze probabili”
  • le "esposizioni scadute e/o sconfinanti”.

Le esposizioni classificate come "sofferenze" sono quelle vantate dalla banca nei confronti di un soggetto in stato di insolvenza (anche non accertato giudizialmente) o in situazioni sostanzialmente equiparabili, indipendentemente dalle eventuali previsioni di perdita formulate dalla banca.

La garanzia è concessa anche in favore di beneficiari finali che presentano, alla data della richiesta di garanzia, esposizioni nei confronti del soggetto finanziatore classificate come “inadempienze probabili” o “scadute o sconfinanti deteriorate” ai sensi del paragrafo 2, Parte B della circolare n. 272 del 30 luglio 2008 della Banca d’Italia e successive modificazioni e integrazioni, purché la predetta classificazione non sia precedente alla data del 31 gennaio 2020

3) alla data di presentazione della richiesta di finanziamento abbia pienamente utilizzato la capacità di accesso al Fondo di Garanzia 

Si intende l'impresa che ha utilizzato il plafond massimo pari a 5 milioni di euro. In questo caso dovrà accedere tramite la Garanzia rilasciata da SACE.

 

% d'intervento della Garanzia 

100%. 

Il rilascio della garanzia da parte del Fondo è automatico e gratuito, senza alcuna valutazione da parte del Fondo. La banca potrà pertanto erogare il finanziamento con la sola verifica formale del possesso dei requisiti di ammissibilità, senza attendere l’esito dell’istruttoria del gestore del Fondo medesimo.

Importo massimo finanziamento ottenibile 

Il finanziamento che sarà possibile richiedere non potrà essere superiore a € 25.000,00 e i parametri per calcolare l'importo concedibile sono:

  • non superiore al 25% dell'ammontare del fatturato del soggetto beneficiario, come risultante dall’ultimo bilancio depositato o dall’ultima dichiarazione fiscale presentata alla data della domanda di garanzia ovvero, per i soggetti beneficiari costituiti dopo il 1° gennaio 2019, da altra idonea documentazione, come autocertificazione.

A titolo esemplificativo: per richiedere € 25.000,00 l'impresa o il professionista devono avere fatturato almeno € 100.000,00. Tale importo non è elevato nel caso di fatturato maggiore.

Nel caso vengano presentate più domande di finanziamento da parte di banche diverse in relazione allo stesso soggetto, Il Fondo rilascia la propria garanzia con riferimento alle prime domande presentate fino a concorrenza dell’importo massimo garantibile ovvero € 25.000,00. 

Durata Finanziamento 6 anni comprensivi di 2 anni di preammortamento
Tasso di interesse

Sarà applicato un tasso che deve tenere conto solo dei costi di istruttoria e di gestione dell'operazione finanziaria e, comunque, non superiore al tasso di Rendistato con durata residua da 4 anni e 7 mesi a 6 anni e 6 mesi, maggiorato della differenza tra il Credit default swap banche a 5 anni e il Credit default swap ITA a 5 anni, come definiti dall’accordo quadro per l’anticipo finanziario a garanzia pensionistica di cui all’articolo 1, commi da 166 a 178 della legge 11 dicembre 2016, n. 232, maggiorato dello 0,20 per cento

Per calcolare il tasso la banca deve:

  • prendere a riferimento il Rendistato. Esso viene rilevato ogni mese e l’ultimo livello, pubblicato dalla Banca d’ Italia a inizio aprile, segnava 1,034%. Anche se in realtà il Rendistato è un tasso molto ballerino: a gennaio era pari a 0,6% circa, a febbraio 0,38 per cento.
  • maggiorato della differenza tra il Credit default swap (l’indicatore che misura i tasso di rischio di un’impresa o di uno Stato) delle banche a 5 anni con quello dell’Italia (titoli di Stato) per lo stesso periodo (si fa riferimento una piattaforma privata di nome Markit e calcolare lì il Cds bancario).  Nel dubbio l’ orientamento interpretativo che prevale da parte del sistema bancario è di non tenere conto di questa voce.

Pertanto, considerato che con l’articolo 13 del Decreto Liquidità non viene indicato il valore finale del tasso di interesse da applicare ai prestiti garantiti dallo Stato, ma viene fissato il tetto massimo oltre il quale non andare, la soluzione per la quale si sta optando è limitarsi a sommare il Rendistato con lo 0,2% fissato dalla norma (il tasso potrebbe oscillare tra 1,25% e il 2,00%).

Criterio di valutazione da parte della banca

Il finanziamento è concesso, ai soggetti ammissibili,  senza valutazione del credito (ovvero non sarà effettuata la stima della probabilità di rimborsare il credito in modo puntuale).

Schema esemplificativo di come accedere ai finanziamenti bancari per la liquidità fino a 25.000 euro

Per chiedere il finanziamento bancario garantito dal Fondo PMI occorre inviare alla propria banca:

  • il modulo di richiesta del finanziamento messo a disposizione dalla banca sul proprio sito internet;
  • il modulo di richiesta della copertura del fondo di garanzia per le PMI, disponibile sul sito dello stesso Fondo www.fondidigaranzia.it nella sezione Modulistica (“Allegato 4-bis”). Nel modulo è richiesto di: 
    • riportare i dati relativi ai ricavi dell'ultimo esercizio contabile, come da ultimo bilancio depositato o da ultima dichiarazione fiscale presentata. Per soggetti costituiti dopo il 1° gennaio 2019, invece, per attestare i ricavi basterà un'autocertificazione oppure, specifica il modulo, altra documentazione idonea allo scopo.
    • indicare il codice Ateco dell'attività economica interessata dal finanziamento.
    • compilare la voce in cui si attesta che si sono subiti danni economici legati all'emergenza Covid-19.
    • indicare le finalità per le quali il prestito da garantire viene richiesto (sono ammissibili operazioni sia per liquidità sia per investimento).
    • specificare la propria classe dimensionale in base ai parametri della raccomandazione della commissione Ue 2003/361 (le garanzie vanno ad imprese fino a 499 dipendenti).
    • dettagliare gli aiuti di Stato di cui si è eventualmente già beneficiato e l’amministrazione che li ha concessi.
    • accettare il diritto del Fondo centrale di rivalersi sul beneficiario nel caso questi non rimborsi il prestito alle banche.
    • accettare controlli ed ispezioni presso le proprie sedi che il gestore del Fondo (gruppo di banche guidato da Mediocredito centrale) dovesse ritenere necessari.  
Documentazione da allegare alla richiesta

Oltre al modulo di richiesta del finanziamento messo a disposizione dalla banca e il modulo di richiesta della copertura del fondo di garanzia per le PMI dovrà essere allegata la seguente documentazione:

  • Copia del documento di riconoscimento in corso di validità del richiedente il finanziamento
  • Ultimo bilancio depositato oppure ultimo modello unico certificato disponibile per le imprese nate dopo il 1.1.2019
  • Bilancio al 31.12.19 in qualunque forma (anche preliminare, siglato dal legale rappresentate o organo adeguato)
  • Per le società di persone, ditte individuali, professionisti e persone fisiche esercenti attività di impresa, ultima dichiarazione fiscale presentata comprensiva del documento di trasmissione all’Amministrazione competente
  • Per professionisti e persone fisiche esercenti attività di impresa, certificato di attribuzione di partita IVA

 

Fonte: D.L. 8 aprile 2020, n. 23, G.U.R.I. 8 aprile 2020, n. 94

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