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Decreto Rilancio: Credito d'imposta locazione immobili e affitto d'azienda

Credito d'imposta sugli affitti commerciali pari al 60% dell’ammontare mensile del canone di locazione per i mesi di marzo, aprile e maggio, mentre per le strutture turistico ricettive, con attività solo stagionale, per i mesi di aprile, maggio e giugno. In caso di affitto d’azienda il credito d’imposta sarà pari al 30%. Oltre che in compensazione, il credito può essere anche ceduto al locatore o al concedente o ad altri soggetti, compresi istituti di credito e altri intermediari finanziari. 

Il Decreto Rilancio è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale ed entra immediatamente in vigore. Il testo è composto da 266 articoli.

Le risorse mobilitate sono di oltre 55 miliardi, e contengono misure a sostegno dei lavoratori, delle famiglie e delle imprese, finalizzate a contrastare la profonda crisi economica scatenata in Italia dall'emergenza coronavirus.

Nel Titolo II Sostegno alle imprese e all'economia, Capo I Misure di sostegno, con l'art. 28 Credito d’imposta per i canoni di locazione degli immobili a uso non abitativo, affitto d’azienda e cessione del credito viene inserita una misura, al fine di contenere gli effetti negativi derivanti dalle misure di prevenzione e contenimento connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19.

Le modalità attuative saranno definite con provvedimento del direttore dell'Agenzia delle entrate, da emanare entro venti giorni dalla data di entrata in vigore del Decreto Rilancio.

Ai soggetti esercenti attività d’impresa, arte o professione, con ricavi o compensi non superiori a 5 milioni di euro nel periodo d’imposta 2019, spetta un credito d’imposta nella misura del 60% per i canoni di locazione, di leasing o di concessione di immobili ad uso non abitativo destinati allo svolgimento dell’attività industriale, commerciale, artigianale, agricola, di interesse turistico o all'esercizio abituale e professionale dell’attività di lavoro autonomo. 

Alle strutture alberghiere il credito d'imposta spetta indipendentemente dal volume di affari registrato nel periodo d’imposta 2019.

differenza del credito d’imposta previsto dall’articolo 65 D.L. 18/2020 (concesso solo per il mese di marzo e non cumulabile con quello previsto dal Decreto Rilancio), si è previsto che lo stesso sia fruibile anche nell’ipotesi in cui l’immobile non abitativo sia locato nell’ambito di un contratto di affitto d’azienda.

In caso di affitto d’azienda comprendente un immobile non abitativo con previsione di canone unitario, il credito d’imposta previsto è pari al 30% anzichè il 60%. Al contrario, in presenza di due distinti contratti di locazione, uno per l’immobile e l’altro per l’azienda, il credito d’imposta è pari al 60% dei predetti canoni.

Di seguito si riportano i contenuti essenziali di tale intervento, con l'indicazione dei soggetti beneficiari, dei requisiti di ammissibilità, dei massimali di aiuto previsti e delle modalità di attuazione:

Soggetti beneficiari

Il credito d'importa può essere richiesto, dai soggetti esercenti attività d’impresa, arte o professione, con ricavi o compensi non superiori a 5 milioni di euro nel periodo d’imposta 2019.

Il credito di imposta spetta anche:

  • alle strutture alberghiere indipendentemente dal volume di affari registrato nel periodo d’imposta precedente.
  • agli enti non commerciali, compresi gli enti del terzo settore e gli enti religiosi civilmente riconosciuti, in relazione al canone di locazione, di leasing o di concessione di immobili ad uso non abitativo destinati allo svolgimento dell’attività istituzionale.
Ulteriori requisiti di ammissibilità 

Ai fini della fruibilità del credito d'imposta dovranno sussitere i seguenti requisiti e condizioni:

  • il credito spetta con riferimento ai mesi di marzo, aprile e maggio 2020. Mentre per le strutture turistico ricettive con attività solo stagionale con riferimento a ciascuno dei mesi di aprile, maggio e giugno 2020
  • l’importo dei canoni deve essere stato effettivamentecorrisposto (mesi di marzo, aprile e maggio 2020), ed in presenza di locatario esercente un’attività economica è posta l’ulteriore condizione che il fatturato o i corrispettivi del mese di riferimento siano inferiori di almeno il 50% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente.

Misura dell'agevolazione

Il credito d'imposta spetta nella misura del 60% per i canoni "pagati" di locazione, di leasing o di concessione di immobili ad uso non abitativo destinati allo svolgimento dell’attività. In caso di affitto d’azienda comprendente un immobile non abitativo con previsione di canone unitario, il credito d’imposta previsto è pari al 30%.

Il contributo non concorre alla formazione della base imponibile delle imposte sui redditi, non rileva altresì ai fini del rapporto di cui agli articoli 61 e 109, comma 5, del TUIR e non concorre alla formazione del valore della produzione netta ai fini dell’IRAP.

Cumulabilità del contributo

Il credito d’imposta introdotto dal Decreto Rilancio non è cumulabile, per la mensilità di marzo, con il credito d’imposta previsto per la locazione dei fabbricati catastalmente classificati in categoria C/1 "negozi e botteghe" di cui all’articolo 65 del Decreto Cura Italia, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020, n. 27, in relazione alle medesime spese sostenute.

Modalità di fruizione dell'agevolazione

Il credito d'imposta può essere:

  • utilizzabile nella dichiarazione dei redditi 2020 ovvero in compensazione senza limiti soglia, ai sensi dell'articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, successivamente all'avvenuto pagamento dei canoni. 
  • ceduto al locatore/concedente, a fronte di uno sconto sul canone di pari importo ma anche ad altri soggetti compresi gli Istituti di credito. 

 

Fonte: D.L. 19 maggio 2020, n. 34, G.U.R.I. 19 maggio 2020, n. 128, s.o. 21 

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