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Danni alla salute: tutela alle vittime del dovere

Continua la battaglia di Ezio Bonanni, Presidente dell'Osservatorio Nazionale Amianto, a difesa delle vittime del dovere. Amianto, Uranio impoverito, ed altre nano particelle, viaggio attraverso le condizioni ambientali che hanno portato alla morte e a malattie invalidanti. La quinta puntata degli speciali di ONA TV condotta da Massimo Maria Amorosini è dedicata al personale civile e militare impiegato nelle missioni in Italia e all’estero, che ha subito dei danni alla salute.

Sono Vittime del dovere coloro che, in occasione di missioni, e nelle attività già spiegate nell’art. 1, co. 563, L. 266/06, hanno subito infermità ed anche la morte.

Poi, c’è la platea degli equiparati alle vittime del dovere: si tratta di coloro che hanno subito infermità in particolari condizioni ambientali ed operative eccedenti l’ordinarietà, ai sensi dell’art. 1, co. 564, L. 266/2005, e art. 1 del d.p.r. 243/2006.

Si tratta di condizioni specifiche, come, per esempio, l’esposizione ad amianto, che comporta danni alla salute. Tra le malattie asbesto correlate, la più devastante, è il mesotelioma (https://onanotiziarioamianto.it/mesotelioma/), un cancro delle sierose, quasi sempre e, purtroppo, mortale.

Così come sono mortali le stesse infiammazioni provocate dalle fibre, tra cui l’asbestosi. Non solo, ma poi ci sono tutta una serie di altri tumori amianto, che possono essere provocati anche da altri cancerogeni, come il tumore del polmone, della laringe, delle ovaie, piuttosto che della faringe, dello stomaco e del colon retto.

Gli altri cancerogeni potenziano gli effetti dell’amianto, ed anzi, agiscono in sinergia, ed è la condizione che si è verificata nelle Forze Armate in danno del personale civile e militare.

Infatti, le radiazioni, le nanoparticelle, che sono il risultato dell’utilizzo dei proiettili all’uranio impoverito, piuttosto che il gas radon, sono dei micidiali moltiplicatori del rischio di tumore del polmone. Ne sa qualcosa l’ex sottoufficiale della Marina Militare Italiana, ora in congedo, Gaetano D’Onofrio, e anche quando questi cancerogeni non provocano il cancro, causano l’MCS, come dimostrato dal Colonnello Carlo Calcagni. Su questo caso, vi è stato anche il parere del Prof. Giancarlo Ugazio che, con l’Avv. Ezio Bonanni ha scritto un libro: “Patologie ambientali e lavorative. MCS - Amianto & giustizia”.

Tant’è che ci sono stati diversi interventi legislativi per adeguare la normativa. Per cui, oltre al riconoscimento della causa di servizio (https://onanotiziarioamianto.it/assistenza-gratuita-vittime-amianto/assistenza-legale-ona/causa-servizio-riconoscimento-indennizzo-tutela-legale/), vi è stato tutto un fiorire della normativa per il riconoscimento dello status di vittima del dovere (https://onanotiziarioamianto.it/vittime-del-dovere-tutela-legale/).

Certo, la chiave di volta di tutela della salute è la prevenzione primaria. Tuttavia, molte esposizioni si sono già verificate, ed hanno colpito anche gli stessi militari di leva, ed è per questo motivo che l’Avv. Ezio Bonanni e l’ONA hanno istituito il servizio di assistenza legale gratuita (https://onanotiziarioamianto.it/consulenza-legale-gratuita-ona-risponde/).

In realtà, specialmente con riferimento ai militari, compresi quelli di leva, l’applicazione della disciplina ha mostrato particolari criticità, dovute ad un comportamento ostativo del Ministero della Difesa. In qualità di legale e di Presidente dell’ONA-Osservatorio Nazionale Amianto ho, più volte, denunciato i ritardi e le lentezze della burocrazia, e l’illegittimità di alcuni dinieghi. In più, ho sollecitato la necessità di una maggiore efficacia degli strumenti di prevenzione primaria.

In più, si tende a sottacere il rischio cancerogeno cui sono stati esposti tutti i nostri militari, da quelli della Marina Militare Italiana, a quelli dell’Esercito, a quelli dell’Aviazione e, ancora, in altri settori.

Tant’è che il Legislatore Italiano ha sentito la necessità di intervenire per conferire il diritto alle prestazioni previdenziali di equiparati a vittime del dovere e risarcimento danni alle vittime di malattie asbesto correlate per esposizione ad amianto nelle unità navali della Marina Militare Italiana, e, in caso di decesso con liquidazione ai loro familiari, di quanto maturato dal defunto e, soprattutto, anche dei danni diretti dei superstiti.

Ciò è stato sancito espressamente dall’art. 20, L. 183/2010, che ha sancito per queste vittime, la loro equiparazione alle vittime del dovere.

Questo principio è stato, tuttavia, esteso a tutti coloro che hanno subito danni per esposizione ad amianto ed altri cancerogeni, tra i dipendenti civili e militari di tutte le Forze Armate e del Comparto Sicurezza.

Nelle Forze Armate è in atto un’epidemia di malattie asbesto correlate: 830 casi di mesotelioma, di cui 570 solo in Marina Militare, e questo cancro, è solo la punta dell’iceberg, perché ci sono altre malattie asbesto correlate.

Ma non solo, anche altre malattie, e decessi per l’utilizzo di proiettili all’uranio impoverito e pratiche vaccinali errate. Tutte le denunce dell’ONA risultano essere state confermate dalla Relazione finale della Commissione Parlamentare d’Inchiesta della Camera dei Deputati del 07.02.2018: http://documenti.camera.it/_dati/leg17/lavori/documentiparlamentari/IndiceETesti/022bis/023/INTERO.pdf.

Per questi motivi, il quinto episodio di ONA TV è stato interamente dedicato al tema delle vittime del dovere e della loro tutela https://youtu.be/bru_cawdRVU

La quinta puntata di ONA TV è dedicata interamente a loro, al loro sacrificio in tempo di guerra e di pace. Il personale civile e militare che, in tempo di pace, è stato impiegato nelle missioni in Italia e all’estero, ha subito dei danni alla salute.

In studio il conduttore Dott. Massimo Maria Amorosini, giornalista e conduttore televisivo.

Poi il sottoscritto avvocato Ezio Bonanni presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto (ONA).

Nel corso della puntata, sono intervenuti, tra gli altri, in collegamento:

  •   Carlo Calcagni, Colonnello Ruolo d’Onore Esercito Italiano e membro dell’ONA;
  •   Gaetano D’Onofrio Sottufficiale Marina Militare Italiana in congedo;
  •   Enzo Vanzan papà di Matteo Vanzan primo caporal maggiore dei Lagunari, morto nel 2004 in combattimento in Iraq durante l’operazione Antica Babilonia.

Nel corso della trasmissione introdotta e condotta dal Dott. Massimo Maria Amorosini, hanno preso la parola, prima di tutto, l’Avv. Ezio Bonanni, il quale ha condiviso l’introduzione del conduttore, ed ha ribadito che è necessaria la prevenzione primaria rispetto a tutti i cancerogeni.

Una diversa organizzazione operativa, sia delle Forze Armate, che dell’intero Comparto Sicurezza, per evitare danni biologici per infortuni e malattie, tra cui quelle di origine professionale, con riferimento, non solo all’amianto, ma anche a radon, radiazioni ionizzanti e non ionizzanti, e metalli pesanti. Per queste ultime due condizioni di rischio, l’utilizzo dei proiettili all’uranio impoverito è quello che ha procurato i maggiori danni, specialmente tra i nostri militari impegnati nelle c.d. missioni di pace. Poi ci sono tutte le problematiche legate ai ritardi e alla burocrazia. In studio ne ha parlato il Col. Calcagni, il quale ha riepilogato tutta la sua vicenda, fino all’impegno che ha assunto nell’ONA.

D’Onofrio Gaetano, ex Sottoufficiale della Marina Militare, ha raccontato la sua storia. Egli ha prestato servizio presso la Marina Militare Italiana, imbarcato nelle unità navali contaminate da amianto.

Ha svolto missioni tra l’America e l’Europa, ed anche nei Balcani, dove, per l’appunto, sono stati utilizzati proiettili all’uranio impoverito.

Prestando servizio presso le navi Garibaldi, Vittorio Veneto, Sagittario e Artigliere, ha attinto un carcinoma polmonare ed è stato, quindi, posto in congedo.

Il cancro del polmone è provocato, oltre che dall’amianto, anche dalle radiazioni, comprese quelle dei campi elettromagnetici, e più di uno si è ammalato di cancro del polmone, tra i nostri militari che hanno svolto il servizio specifico del sottoufficiale della Marina Militare Italiana.

Per lui, c’è la condizione di rischio ulteriore delle c.d. pratiche vaccinali, su cui ha riferito Lorenzo Motta nel quarto episodio di ONA TV (consulta la puntata al link: https://youtu.be/ZKS43mJDoJ0).

Il sottoufficiale, del tutto ignaro dell’eziologia professionale di tutti i danni biologici subiti, ha chiesto la tutela legale all’Avv. Ezio Bonanni, che ha avviato il percorso di riconoscimento di causa di servizio in particolari condizioni ambientali ed operative eccedenti l’ordinarietà, ai sensi dell’art. 1, co. 564, L. 266/2005, e art. 1 del d.p.r. 243/2006, ed è in tale contesto che il Ministero della Difesa, ha risposto il giorno dopo la presentazione della domanda, affermando che il diritto è prescritto.

Un modo di fare certamente imbarazzante, tenendo conto che la stessa Forza Armata ha sempre negato, e continua a negare il rischio amianto.

L’Avv. Ezio Bonanni, nel corso della trasmissione, ha precisato che, in realtà, occorre tener conto del modo di operare del Ministero e del fatto che il militare non è stato informato e non ha ricevuto le idonee certificazioni da parte della stessa Forza Armata e che, in ogni caso, il tempo trascorso è legato anche alla necessità di effettuare le cure.

In più, l’Avv. Ezio Bonanni ha evidenziato che la normativa che ha conferito alle vittime dell’amianto in seguito ad esposizione nelle unità navali, il diritto allo status di vittima del dovere, è quello dell’art. 20, L. 183/2010, che è entrato in vigore in data 24.11.2010, e, quindi, da meno di 10 anni, ed è per tali motivi che il provvedimento è stato impugnato in sede amministrativa.

Ma, con molta probabilità, sarà necessario un giudizio.

Quindi, il sottoufficiale D’Onofrio Gaetano si troverà nella condizione paradossale di dover far causa al Ministero della Difesa, per cui ha servito da giovanissimo fino al congedo per motivi di salute all’età di 42 anni.

Purtroppo, anche la moglie e uno dei figli del sottoufficiale si sono ammalati, e non è una condizione inusuale, come risulta dalla stessa relazione finale della Commissione Parlamentare d’Inchiesta della Camera dei Deputati del 07.02.2018. La situazione di rischio, anche delle mogli e dei figli, è stata denunciata anche dalla Sig.ra Paola Santospirito.

In più, c’è tutta la problematica del mancato riconoscimento dei diritti agli orfani delle vittime del dovere che non erano nel carico fiscale del congiunto al momento della morte.

In questo caso, l’amministrazione nega il diritto agli orfani. In questo, viola la legge, ma, soprattutto, li discrimina rispetto alle vittime del terrorismo, che sono intese anche come quelle vitali vittime di attacchi.

Si perpetua, così, una diversa disciplina per far fronte alla quale e per la tutela dei diritti degli orfani, l’Avv. Ezio Bonanni ha intentato una serie di azioni giudiziarie.

È il caso, per esempio, della Sig.ra Renata Tiraferri Roffeni, il cui padre, sommergibilista di leva nella Marina Militare Italiana, è deceduto per mesotelioma riconosciuto causa di servizio in particolari condizioni ambientali ed operative eccedenti l’ordinarietà, ai sensi dell’art. 1, co. 564, L. 266/2005, e art. 1 del d.p.r. 243/2006.

Tuttavia, all’orfana è stato negato il diritto alle prestazioni previdenziali di vittima del dovere, perché, prima che il padre morisse, conseguita la laurea, ha iniziato a lavorare, e questa è una colpa per il Ministero!

In più, ha negato anche il diritto al risarcimento del danno, nonostante il riconoscimento e, quindi, la confessione dell’evento e del nesso causale. Per questi motivi, l’ONA ha intrapreso 2 azioni giudiziarie, una per ottenere la condanna delle prestazioni delle vittime del dovere, e l’altra per il risarcimento del danno.

Il Tribunale di Salerno ha condannato il Ministero della Difesa a riconoscere gli indennizzi all’orfana e l’Avvocatura dello Stato ha impugnato la sentenza presso la Corte di Appello di Salerno.

La Corte di Appello ha confermato la sentenza di condanna, eppure il Ministero, ancora una volta, ha ricorso, e, quindi, tutto è in Cassazione.

Trovo paradossale che l’Avvocatura dello Stato si ostini e si accanisca contro gli orfani delle vittime del dovere non nel carico fiscale dei genitori al momento della loro morte. Ma, in ogni caso, le azioni giudiziarie stanno colpendo nel segno.

L’ONA, anche grazie all’impegno di Lorenzo Motta, del Colonnello Carlo Calcagni, di Antonio Dal Cin e del maresciallo Nicola Panei e di centinaia di altri aderenti, è massivamente operativa grazie al Dipartimento ONA Notiziario Amianto – Vittime del dovere Tutela Legale (https://onanotiziarioamianto.it/vittime-del-dovere-tutela-legale/).

Matteo Vanzan espletava servizio presso i lagunari dell’Esercito Italiano, come giovane fuciliere. Proprio il corpo speciale dei lagunari, è stato colpito dalla vasta epidemia di mesoteliomi, causa di morte anche dei commilitoni Sarti Lauro, Raineri Mauro e Cattozzo Ferdinando.

Per questo motivo, l’ONA è entrata in azione, offrendo la tutela dei diritti ai familiari ma, anche in questo caso, il Ministero ha negato il diritto alle vittime.

Enzo Vanzan, padre di Matteo Vanzan, ha parlato dei riconoscimenti ottenuti: “A mio figlio è stato riconosciuto quasi tutto. La nostra battaglia è con l’INPS”.

In trasmissione, Enzo Vanzan ha illustrato il caso che lo riguarda, ed ha riepilogato la triste vicenda della morte del figlio. Su questa vicenda è intervenuto, di nuovo, l’Avv. Ezio Bonanni, il quale ha evidenziato che sono dovuti anche i diritti al risarcimento del danno.

Il caso più emblematico è quello del Colonnello Carlo Calcagni, Colonnello del Ruolo d’Onore dell’Esercito, paracadutista, pilota e istruttore di volo di elicotteri.

Nel corso di una missione di peacekeeping in Bosnia, il Colonnello ha subito l’esposizione a sostanze tossico nocive. Per questi motivi, ha attinto una malattia multiorgano, neurodegenerativa, cronica, progressiva e irreversibile. Da molti anni è, quindi, costretto a sottoporsi a terapie farmacologiche invasive. Il Colonnello Calcagni, nel suo organismo, ha ben 28 metalli pesanti, di cui due radioattivi ed è un miracolo che egli sia vivo, considerando la sua diagnosi.

Come chiarito in trasmissione, il Colonnello, ha una eccezionale forza di volontà, e questo gli ha permesso di vincere la sua battaglia più difficile. Infatti, oggi il Colonnello è atleta paralimpico ed ha un palmares eccezionale. Quindi, ha trovato nello sport la forza per andare avanti e vincere.

Ora che è entrato a far parte dell’ONA, Osservatorio Nazionale Amianto, il suo motto “Mai Arrendersi”, diventa, ancora, più importante, perché la sua forza e quella dell’ONA, permetteranno una ulteriore e più efficace tutela dei diritti delle vittime del dovere.

Il Colonnello, infatti, nel corso della trasmissione, ha insistito sui ritardi e su alcune situazioni singolari che sono state approfondite nell’editoriale pubblicato su ONA Notiziario Amianto (https://onanotiziarioamianto.it/vittime-del-dovere-ona-news/).

Lo staff legale dell’Avv. Ezio Bonanni è affiancato, quindi, da un gruppo di volontari esperti ed informati sulle condizioni di rischio, per permettere una più efficace sollecitazione al Ministero della Difesa, affinché nelle organizzazioni delle attività di servizio ci sia maggiore attenzione per la prevenzione, ed in più, per tutelare le vittime. Prima di tutto, nel settore sanitario, con il c.d. protocollo Montilla, e per gli esposti ad amianto, con i controlli sanitari, coordinati dal Dott. Arturo Cianciosi. Infatti, l’ONA ha una struttura di medicina legale. La tutela medico legale dei sanitari ONA è molto importante.

L’impegno prosegue.

L’ONA si sta mobilitando, affinché si portino a termine le bonifiche, e ci sia una diversa e più efficace attenzione alla tutela della salute e dell’integrità psicofisica di tutto il personale civile e militare delle Forze Armate e, soprattutto che si possano evitare quelle storture poste in essere nei confronti degli orfani delle vittime del dovere non nel carico fiscale e, soprattutto, che si evitino ricorsi massivi e defaticanti in impugnazione delle sentenze che riconoscono i diritti delle vittime.

 

 

 

 

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